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Cuffie Nothing Headphone 1 Pro con design trasparente e materiali premium su sfondo scuro

Cuffie Nothing: recensione delle Headphone 1 Pro e confronto con le AirPods Max

Nothing entra nella fascia super premium con le Headphone 1 Pro da circa 400 euro. Il design trasparente convince, il triplo driver e lo switch flat offrono due firme sonore in un solo paio. L'ANC è solido, ma il case rigido è un passo falso evidente.

Le cuffie Nothing Headphone 1 Pro segnano il primo vero ingresso del marchio nella fascia super premium, quella dei modelli da 400 euro in su. Una categoria dominata da Sony, Bose, Beats e Apple, dove ogni difetto pesa il doppio. Nothing ci prova con un paio di cuffie che punta tutto su design, versatilità e un'idea molto concreta: offrire due cuffie in una.

Il prezzo si aggira sui 400 euro, il più alto mai proposto dall'azienda per un paio di cuffie. La scommessa è chiara: giocare con i grandi senza nascondersi dietro il solito rapporto qualità-prezzo aggressivo. Per chi ama la tecnologia e vuole scoprire accessori selezionati, la box TECH MODE di Mister Box raccoglie prodotti pensati per chi vive di innovazione.

Design e materiali: la trasparenza evolve

Nothing ha costruito la propria identità sul design trasparente e le Headphone 1 Pro non fanno eccezione. La forma quadrata richiama la cassetta, un omaggio ormai distintivo del brand. I materiali sono premium: telaio in alluminio, bracci in titanio e vetro Panda Glass 9H sui lati, che lascia intravedere l'interno.

Quello che si vede non sono i driver veri e propri, ma un elemento estetico che ne richiama la forma. L'effetto è curato e coerente con il resto della gamma. Il peso è intermedio: più leggero delle AirPods Max, ma non tra i modelli più piumati sul mercato. Il vetro tende a raccogliere impronte con facilità, un dettaglio che può infastidire chi ama tenere le cuffie sempre pulite.

Sul lato destro restano i controlli fisici che da tempo distinguono Nothing: una rotella per volume, play/pausa e ANC, più una levetta per cambiare traccia. Niente superfici touch imprecise, tutto si trova al volo anche senza guardare.

Qualità audio: triplo driver e switch flat

Nothing ha abbandonato la partnership con KEF Audio e adottato una configurazione a triplo driver: un driver per i bassi, uno di precisione per le medie e uno per gli alti fino a 40 kHz. L'idea è che ogni driver si specializzi su una porzione della risposta in frequenza.

All'ascolto, il suono di default è a V, con bassi abbondanti, medi distinti e alti brillanti. Il carattere è divertente e colorato, ma la separazione degli strumenti non è al livello di Sony XM6 o AirPods Max. I bassi ci sono, ma mancano un po' di impatto e reattività: come un colpo di tamburo attutito da un guanto.

Il vero colpo di scena è lo switch flat. Un interruttore fisico sulla cuffia sinistra disattiva ogni elaborazione audio e ogni colorazione, trasformando le Headphone 1 Pro in cuffie da ascolto neutro. Il passaggio è netto: si passa da un suono pieno e contrastato a una firma piatta e rispettosa del mix originale. L'ANC resta attivo anche in modalità flat, mentre la trasparenza si disattiva.

Per chi lavora con l'audio o monta video, è un'idea interessante: un solo paio di cuffie per ascoltare musica in viaggio e per fare ascolto critico. Non è una necessità per tutti, ma il nome Pro in questo caso ha un senso.

L'app Nothing aggiunge un equalizzatore a otto bande con controllo preciso su frequenza, ampiezza e guadagno di ogni punto. Ci sono anche preset per generi e situazioni diverse, un bel parco giochi per chi ama mettere le mani sul suono.

ANC e trasparenza: la sorpresa più piacevole

La cancellazione attiva del rumore è uno dei punti forti. Le cuffie Nothing Headphone 1 Pro rimuovono molto bene i suoni di media frequenza: tastiere, voci, sedie che si spostano. In ufficio o in open space fanno un lavoro migliore di AirPods Max e Sony, senza quella sensazione di pressione fastidiosa che alcuni modelli generano quando l'ANC è al massimo.

Gran parte del merito va ai cuscinetti, che sigillano bene e bloccano i suoni rapidi prima ancora che il software intervenga. Nel confronto complessivo, Sony resta il riferimento: se i migliori sono un 9, queste Nothing si avvicinano a un 8. Un risultato superiore alle attese.

La modalità trasparenza è migliorata parecchio rispetto alla generazione precedente: meno ovattata, più naturale. Si può conversare senza togliere le cuffie, un traguardo che molti modelli premium non sempre centrano.

Batteria, connettività e il problema del case

L'autonomia supera le 30 ore con ANC attivo, leggermente in calo rispetto al modello precedente ma ancora ampiamente sufficiente per viaggi lunghi. La certificazione IP52 le rende resistenti a sudore e schizzi, anche se restano cuffie da ascolto più che da allenamento.

La connettività è Bluetooth 6.1 con pairing rapido e multipoint: si possono collegare due dispositivi contemporaneamente, per esempio telefono Android e MacBook. I microfoni integrati, una decina in totale, restituiscono una voce in chiamata nella media, senza picchi.

Il punto debole vero è il case. Le cuffie non si piegano e vanno inserite capovolte in una scocca rigida in plastica che si chiude a scatto. Il materiale raccoglie impronte, la cerniera in plastica mostra già gioco dopo una settimana e non c'è alcun passaggio per la ricarica: per caricare le cuffie bisogna aprirle. In più, l'archetto resta esposto e può impigliarsi nello zaino. Un passo falso che ricorda il caso della Magic Mouse, e che stona con la cura del resto del prodotto.

Cuffie Nothing e AirPods Max: due filosofie diverse

Nel confronto con le AirPods Max, le Nothing Headphone 1 Pro si distinguono per peso, controlli fisici e versatilità. Le AirPods Max restano superiori per separazione strumentale e integrazione con l'ecosistema Apple, ma pesano di più e costano di più. Le Nothing offrono un suono divertente di default e una modalità flat che le AirPods Max non hanno.

Se l'obiettivo è un solo paio di cuffie per ascoltare musica e lavorare, le Headphone 1 Pro sono una proposta concreta. Se invece si cerca solo la migliore resa sonora assoluta, Sony e Bose offrono alternative più rifinite a prezzi simili o inferiori.

La verità è che un dispositivo 2-in-1 raramente batte due dispositivi dedicati. Ma la forza di queste cuffie Nothing sta proprio nel cambio di personalità con un interruttore, unito a un design curato e a controlli tra i migliori in circolazione.

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